Referendum: io voto sì

Il 17 aprile al Referendum sulle Trivellazioni nel Mar Mediterraneo io voto sì

referendumtrivelle

Ero già piuttosto indirizzata al nei giorni scorsi, ieri lo scandalo della ministra Guidi mi ha del tutto convinta. Continuo a restare inorridita e a schifarmi di una politica fatta di interessi personali ai danni della popolazione, dell’ambiente e della vita in generale. Ogni volta spero che davvero ci sia qualcuno che ha a cuore non solo le proprie tasche rigonfie di soldi, ma anche le altre persone; qualcuno capace di ascoltare quella voce che abita nel cuore di ogni uomo e si chiama: solidarietà, empatia, capacità di pensare anche agli altri; e ogni volta – puntualmente – resto delusa. Sono ingenua e me ne vanto. Mi riempie di orgoglio la mia ingenuità che crede ancora in un mondo migliore, che crede che persone capaci di avere a cuore gli interessi di tutti esistano e possano anche un giorno – chissà – salire al governo. Quel giorno ancora non è arrivato, e inizio a dubitare che quel giorno esisterà su questa terra, ma voglio continuare a restare agghiacciata ogni qual volta verrà alla luce che qualcuno che dovrebbe pensare ai cittadini se ne sbatte completamente e si occupa solo dei giochi di potere, ai danni dei più (e poi alla fine anche ai danni di se stesso, perché alla lunga il marcio viene a galla, basta avere un po’ di pazienza).

Voto sì perché questa storia delle Trivelle nel mare non mi convince. Mi sembra un ennesimo gioco di potere, come Tempa Rossa, come tutte le volte che i governi nella storia hanno investito nelle energie sporche (tecnicamente fossili). E per di più la motivazione di chi non vuole farci andare a votare, in modo che il Referendum non raggiunga il quorum, langue. Si parla di posti di lavoro, ma è come dire: ho fatto un’industria dove non dovevo, senza il consenso degli italiani e della popolazione, quell’industria è potenzialmente molto dannosa per chi vive lì, però ormai da lavoro a tanta gente quindi ha senso lasciarla aperta! Lo sbaglio è alla base! Averla aperta. In Italia, paese che amo e odio intensamente, si fanno cose sbagliate e poi si legalizzano. Si deturpa l’ambiente e poi si trova il modo di nasconderlo. Siamo il paese che nasconde la testa sotto la sabbia e mostra al mondo solo la parte migliore: il nostro patrimonio artistico e culturale. La verità è che siamo fortunati perché qualcuno nei secoli scorsi ha avuto a cuore questo paese e noi campiamo di rendita, ma ancora per poco… come dicevo prima: i nodi vengono al pettine.

Voto sì perché credo intensamente che un danno petrolifero sia davvero un danno irreversibile. Perché il gioco non vale la candela. Perché mi piacciono le sfide delle energie alternative, mi piace l’utopia di un mondo più pulito, dove tutti abbiamo a cuore l’interesse di tutti, per evitare di tirarci la zappa sui piedi da soli. Perchè credo che le scelte vadano fatte sempre ponderando bene le situazioni, guardando al presente, al passato e anche al futuro: con un occhio rivolto alle conseguenze delle nostre scelte, per evitare di piangerci addosso dopo che la frittata è fatta e il latte versato.

Con tutti questi modi di dire, concludo il mio post, dopo aver riflettuto sulla scelta da fare, averci messo Mente, Cuore e Mani, in particolare la destra che il 17 aprile mi aiuterà a fare una croce sul Sì.

Consiglio l'articolo dell'Huffington Post Il referendum del 17 aprile spiegato a mia figlia.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...