La pazza gioia

LA-PAZZA-GIOIA-Locandina-Poster-2016Cinemino come ai vecchi tempi, seduti in galleria.
Ormai avere un cinema così – tradizionale – è diventato un lusso e quando mi capita mi piace troppo (dal mio punto di vista i multisala non hanno poesia).

Virzì non mi ha mai delusa (anche lui per me è come Checco, ognuno nel suo genere s’intende!) e La pazza gioia è davvero un film intenso, che ti coinvolge fino in fondo, forse – oserei dire – uno dei più belli di Virzì (e mi piacciono tutti tantissimo).

Non farò spoiler, io sono andata a vederlo senza minimamente sapere di cosa parlava. Sulla fiducia. Quindi non vi svelo niente, ma si può benissimo parlare del film senza parlare della trama perché la trama non è tutto, molto di più sono i profili di donna che emergono in modo così vero, profili di un’intensità talmente reale che è molto difficile trovarli al cinema, profili che ti fanno entrare in profondità dentro di loro tanto da farti sentire davvero quello che loro sentono.

Le due donne del film, la loro vita interiore e il legame che le tiene unite si alleano a poco a poco con le parti più intime e infime della tua esistenza, e ti aiutano a dar loro una casa, una collocazione, un posto e ti consentono di riconoscerle senza troppi giri di parole. E dal basso – che più basso non si può – ti fanno lentamente ripartire. Solo con un anelito o con un desiderio flebile, ma non ti lasciano fino alla fine nel baratro. Ti fanno insieme a loro sognare una risalita, per quanto la strada sia buia e sconosciuta, per quanto quella bassezza a qualcosa sia servita.

Il lusso del tempo perso a ridere

ridereAlla fine mi vien da pensare stasera che non è da tutti potersi permettere – in un pomeriggio qualunque di un martedì lavorativo – di fermarsi a fare merenda con delle amiche e passare inaspettatamente più di un’ora piegate dalle risate. È un privilegio di chi ha scelto un lavoro strano, come il mio.
Non è da tutti darsi tempo, e di solito non lo faccio nemmeno io.
Ma oggi – dopo secoli che non ridevo e facevo ridere così tanto (sì poi – lo ammetto –  se inizio per caso a raccontare le mie figuracce non la smetto più) sono proprio contenta di essermi permessa questo lusso del tempo perso.

In un mondo dove il tempo lo devi sfruttare al massimo (io sono la prima che, avendo due lavori e orari strani e molto flessibili, voglio sempre usarlo tutto fino in fondo per fare quello che devo fare – e poi non ci riesco mai come vorrei), concedersi – così senza averlo organizzato – un’ora di risate e amicizia è proprio una cosa bella.
La consiglio a tutti.
Fa tornare indietro di un po’ di anni, fa tornare a quell’età in cui il tempo passato a ridere era all’ordine del giorno.
Mi ricordo dei pomeriggi piegate in due, pomeriggi che io e la mia amica Cecilia passavamo, rimeditando su quante ne avevamo combinate, riraccontandoci per l’ennesima volta le stesse scene. Risate su risate, da farsi sentire gli addominali.

E allora dedico questo post a chi oggi, e tutte le volte nella mia storia passata, mi ha tirato fuori risate gratuite e bellissime e racconti da far morire da ridere. E lo dedico a tutti coloro che di risate hanno bisogno, perché possano incontrare qualcuno che – senza preavviso – gliele strappa da dentro.
Ridere fa rima con sorprendere: è l’antidoto, infatti, per sorpredere noi stessi e gli altri. Per meravigliarsi che – nonostante tutte le contraddizioni e gli schiaffi della vita – da qualche parte c’è qualcuno con cui poter condividere una risata a bocca larga, di quelle che fanno un gran rumore e un gran bene.

La casa dei doganieri

Buon lunedì a tutti con questa bellissima poesia di Montale. Mi è venuta in mente per vari motivi, e mi sembra quantomai attuale. Gioca sul tema dei Confini – la dogana è il luogo di confine per eccellenza; su quello della memoria, delle possibilità e delle scelte. La bussola impazzita o la banderuola che gira senza pietà sono due immagini bellissime, che danno un fotogramma perfetto di noi, uomini incapaci spesso di sapere quale strada, scelta, decisione prendere.

di Eugenio Montale

poesia1

Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.

Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.

Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.

Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende
rara la luce della petroliera!
Il varco è qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende …)
Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.

Referendum: io voto sì

Il 17 aprile al Referendum sulle Trivellazioni nel Mar Mediterraneo io voto sì

referendumtrivelle

Ero già piuttosto indirizzata al nei giorni scorsi, ieri lo scandalo della ministra Guidi mi ha del tutto convinta. Continuo a restare inorridita e a schifarmi di una politica fatta di interessi personali ai danni della popolazione, dell’ambiente e della vita in generale. Ogni volta spero che davvero ci sia qualcuno che ha a cuore non solo le proprie tasche rigonfie di soldi, ma anche le altre persone; qualcuno capace di ascoltare quella voce che abita nel cuore di ogni uomo e si chiama: solidarietà, empatia, capacità di pensare anche agli altri; e ogni volta – puntualmente – resto delusa. Sono ingenua e me ne vanto. Mi riempie di orgoglio la mia ingenuità che crede ancora in un mondo migliore, che crede che persone capaci di avere a cuore gli interessi di tutti esistano e possano anche un giorno – chissà – salire al governo. Quel giorno ancora non è arrivato, e inizio a dubitare che quel giorno esisterà su questa terra, ma voglio continuare a restare agghiacciata ogni qual volta verrà alla luce che qualcuno che dovrebbe pensare ai cittadini se ne sbatte completamente e si occupa solo dei giochi di potere, ai danni dei più (e poi alla fine anche ai danni di se stesso, perché alla lunga il marcio viene a galla, basta avere un po’ di pazienza). Continua a leggere

Se Dio vuole

Sposarsi in chiesa

sediovuoleMi è stato consigliato questo film e lo riconsiglio immediatamente!
Leggero, divertente, serio, riflessivo, accattivante. Un mix perfetto per una serata che unisca comicità e riflessione. Ideale sia per la coppia che per tutta la famiglia.

È un film recente, del 2015, con un cast niente male: Marco Giallini, Alessandro Gassman, Laura Morante, Ilaria Spada, Edoardo Pesce. Regia di Edoardo Falcone.

Racconta dal di dentro la vita di una famiglia normale (che, come ogni famiglia, proprio proprio normale non è!). Una famiglia della Roma bene, dove i soldi girano, ma anche le sorprese. Un concentrato di relazioni familiari e di relazioni con quella che – agli occhi del padre di famiglia, cardio-chirurgo ateo convinto – è l’oscurantista Chiesa Cattolica.

Mi piace lo sguardo della regia, che entra dentro lo sguardo degli attori, facendoti partecipare alle loro dinamiche come se tu le stessi vivendo in prima persona. E facendoti…

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Sulle unioni civili e il ddl Cirinnà

Quello che penso riguardo al decreto Cirinnà è semplice: ha sbagliato mira.
Perché mettere insieme due questioni così diverse come una regolamentazione giuridica per le coppie omosessuali e la questione dei figli (con la stepchild adoption)? Ha fatto un calderone, quando poteva procedere step by step, come insegna anche il buonsenso più spicciolo.

Diritti o no?

Per quanto riguarda i diritti alle coppie omosessuali, io sono d’accordo. Continuare a far finta che in Italia esistano giuridicamente solo le coppie etero mi sembra un po’ ipocrita. Che ci sia una regolamentazione patrimoniale, di assistenza, che garantisca loro il diritto basilare di scegliere di poter lasciare l’eredità al compagno/a o di far sì che sia lo stesso ad occuparsi dell’assistenza ospedaliera etc. mi sembra piuttosto saggio. Proprio in un’ottica umana, che è poi la stessa cosa che dire ottica cristiana (ho imparato che Cristo sempre promuove l’uomo nella sua interezza), mi sembra giusto occuparsi con sguardo di carità e rispetto di queste coppie. Continua a leggere

Perché mi piace Checco (da morire!)

Quo-vado-posterPartendo dal presupposto che senza ombra di dubbio non sono l’unica a cui piace Checco, voglio cercare di spiegare perché a me piace proprio da impazzire!

Con questo articolo credo di racchiudere il pensiero dei suoi innumerevoli fan e di dare una motivazione a quegli individui che ti guardano inorridito quando gli dici che stai andando a vedere Checco Zalone, prendendoti per idiota.

Premetto che a me il genere demenziale non mi ha mai fatto un granché ridere. Non sono mai riuscita a guardare il cinepanettone: una volta addirittura venni via dal cinema a metà film – lasciando da sola la mia amica che mi aveva implorato di accompagnarla – tanto”Paparazzi” mi repelleva!

Dei film di Pieraccioni che, comunque stimo – fosse anche solo per la corregionalità (si sa noi toscani siamo molto campanilisti) – mi hanno fatto ridere a crepapelle solo 2: “Il ciclone” in primis, ma anche “I laureati”. Gli altri mi hanno fatto ogni tanto sorridere.

I film di Checco mi hanno conquistata subito e mai, dico mai, delusa! Su 4 film, nessuna delusione. Non mi era mai successo. Ieri sono andata a vedere “Quo vado?” sinceramente intimorita. E invece è andata alla grande. Andare alla grande dopo “Sole a catinelle” era statisticamente molto improbabile. Per quanto quest’ultimo resti il mio film di Checco preferito, “Quo vado?” mi è piaciuto molto. Continua a leggere