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Un pensiero su Immuni

Sto riflettendo su questo tema di grande attualità: l’app Immuni. E per decidere se scaricarla o meno ho letto molti articoli, molti commenti, molti tweet. Ho sentito vari pareri, ne ho parlato con amici e familiari.

Risultato: sono perplessa.

È che la mia perplessità non è legata tanto a problemi di privacy – insomma mi sembra fatta meglio di altre app che tutti abbiamo e usiamo senza problemi (Whatsapp, Facebook, per non parlare poi della geolocalizzazione di Google…) – ma è legata al concetto che passa dello smartphone. Insomma, ormai – anche per lo Stato – lo smartphone è parte di noi, come i nostri arti o organi. È più essenziale dei vestiti (quelli almeno ogni tanto li cambiamo o comunque siamo autorizzati a toglierceli!), dei mezzi di trasporto (la bicicletta nessuno pensa che uno se la porti sempre dietro), del cibo, dell’acqua, potremo dire che lo smartphone ormai è essenziale come l’aria. Chi potrebbe vivere senza? Un alieno, sicuro.

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Pubblicato in: Chiesa Cattolica, Politica, Vita

ProVita o per la vita? Dubbi di sostanza in vista delle europee

Due giorni fa a Roma è comparso il più grande manifesto del movimento proVita mai affisso finora (250 metri) che recita così: Cara Greta, se vuoi salvare il pianeta… salviamo i cuccioli d’uomo! 
Oggi sono usciti i candidati alle elezioni europee cosidetti “per la vita e la famiglia”. Ossia gente che ha firmato il manifesto proposto da proVita, sintetizzabile in questi punti:
1. NO utero in affitto
2. NO gender nelle scuole
3. NO sessualizzazione precoce
4. SI fondo salva-famiglia

Mi chiedo: la provocazione a Greta Thunberg che senso ha? La quindicenne svedese – della quale ho parlato più e più volte ai miei studenti quest’anno – è una delle poche voci sensate, serie e lungimiranti in questo tempo in cui tutti hanno da gridare qualcosa di solito contro qualcuno. Una ragazzina che crede a quello che fa e che credendoci smuove le montagne, per davvero. Una ragazzina che mostra ai suoi coetanei e a noi adulti spesso rassegnati che se si vuole qualcosa con tutto se stessi si può ottenere. Che ha ancora senso impegnarsi per qualcosa di grande. Che si può credere di contare anche in questo mondo in cui siamo tutti trasparenti dietro a un social qualsiasi. Che c’è qualcosa per cui vale la pena impegnarsi. Che il mondo è sacro, è bello, è nostro. E che noi ne siamo responsabili! (Lo dice anche il libro della Genesi). Quindi non capisco per davvero cosa ci sia da provocare, da criticare o ridicolizzare.
Punto primo.
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Grazie e auguri

Grazie di cuore a tutti quelli che in quest’anno mi hanno letta tra gli articoli di questo blog. E sono tanti, davvero. Le statistiche mi dicono circa 10.000 visitatori, parecchi di più degli ultimi anni.
Grazie di cuore a chi trova interessante quello che scrivo o ciò su cui rifletto e anche a chi – pur non trovandolo particolarmente interessante – si sofferma lo stesso a leggere.
Grazie a chi ha commentato i miei post. Quanto vorrei che tutti facessero come voi!

Auguri a ognuno di voi per questo 2017 alle porte. Sia un anno colmo di Bellezza. Un anno dove potersi scambiare idee senza fare la guerra quando queste differiscono, dove poter parlare con toni pacati e umili – ma fermi e convinti – dove l’agorà virtuale sia un circuito di intelligenza e verità, e non di bufale e stupidaggini.

 

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Ti ascolto

ti-ascoltoEra davvero molto tempo che non mi capitava di fare un viaggio in treno. Il treno in fondo mi è sempre piaciuto: mi piace viaggiare e poter guardare fuori dal finestrino, viaggiare e incontrare altra gente, viaggiare e cercare di indovinare le storie degli altri. Per caso oggi il mio vicino di posto, dopo aver chiuso una telefonata, mi ha chiesto se poteva parlare e sfogarsi un po’. Io, senza neanche avere il tempo di annuire, mi sono trovata travolta dalla sua vita, dalla sua storia – a detta sua complicata – dal suo bisogno di raccontarsi. E l’ho ascoltato. Alla fine non avevo chance. Mi ha ingabbiata e l’ho ascoltato. Ogni tanto il signore anziano seduto dall’altra parte del corridoio guardava l’uomo al mio fianco con aria perplessa, forse giustamente. In fondo è insolito che un perfetto estraneo si metta a raccontare i particolari della sua vita a una perfetta sconosciuta, come me. Una storia complicata certo, ma… quale storia non lo è?!

Mentre ascoltavo quest’uomo mi sembrava di ascoltare la vita di molti, la vita di tutti. Mentre lui parlava di sé, parlava di me, parlava di quel signore anziano, di quella ragazza ubriaca che stava barcollando avanti e indietro per il corridoio e sbatteva la porta, parlava di quel ragazzo davanti a noi con le cuffie agli orecchi e di quella donna sola che guardava fuori dal finestrino. Continua a leggere “Ti ascolto”