Pubblicato in: Vita

Punti di Vista

Dico la verità. Questo titolo qualche tempo fa mi sarebbe stato un po’ antipatico. La questione dei Punti di Vista mi sembrava proprio la porta d’ingresso al Relativismo – in tutte le sue accezioni – che spesso mi sono state sullo stomaco.

Che dire. Mi ricredo. In qualche modo, in qualche forma, mi ricredo. Sarà lo studio della Filosofia che mi “apre la mente”, sarà la Vita con tutte le sue sfaccettature e complicazioni, sarà la Pianura, o tutte queste cose insieme che mi hanno fatto ricredere sui Punti di Vista.

La Filosofia che sto studiando in questi giorni mi insegna una cosa semplice e vera: alla fine della realtà posso avere soltanto una visione soggettiva. Il mondo che conosciamo è impregnato delle nostre emozioni, attese, paure. Non c’è un mondo oggettivo uguale per tutti.

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La Vita continuamente mi insegna a guardare le cose da un altro Punto di Vista. A mettermi nei panni di, a cambiare prospettiva, a cambiare sguardo, a cambiare modo di vedere le cose.

robin williams, l'attimo fuggente, cambiare prospettiva

La Pianura – sembra assurdo – è colei che ha ispirato questo breve articolo.
Io donna di collina, abituata alle larghe vedute, brava a guardare le cose dall’alto, a farmi mozzare il fiato dai dolci pendii sempre più in basso di me, mi trovo a guardare le cose da un’altra prospettiva. Inaudita. Inaspettata.
Da brava ragazza dalla mente chiusa ho sempre pensato che tutto ciò che non è visione di collina: è peggio. Che quello fosse l’unico Punto di Vista degno. Di certo non rinnego la bellezza di vedere le cose da quella prospettiva, per me sempre così dolce e accattivante, ma sto imparando a guardare le cose come si vedono dalla Pianura.
E qualcosa dentro di me sta cambiando.
Adesso non posso più guardare le cose dall’alto in basso, ma – se guardo verso sud – esattamente alla mia altezza, – se guardo verso nord – molto più in alto di me. A nord infatti ci sono i monti.

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Credo fermamente che non solo noi mettiamo noi stessi nella realtà che ci circonda, ma anche e soprattutto che la realtà che ci circonda metta qualcosa di sé dentro di noi. Che in qualche modo, lentamente, inesorabilmente ci cambi.
Come l’acqua che goccia dopo goccia buca la roccia. E che la roccia lo voglia o no non è importante, il fatto è che è costretta ad “ammorbidirsi”, a cambiare e a fare spazio e a diventare canale dove scorre l’acqua, la Vita.

Pubblicato in: Vita, Web

Il calzolaio va con le scarpe rotte

scarpe rotte

È da molto tempo che penso a questa frase. Ci penso ogni volta che penso al mio blog. Intendiamoci: mi piace è! Ma è un semplice blog. E io vado in giro a fare siti agli altri, a fare corsi e chi più ne ha più ne metta e il mio è un normalissimo (per quanto carino!) blog.

Che vita. Davvero capisco bene il calzolaio e penso alle sue scarpe rotte. E lo trovo Poetico. Generoso. Essenziale.

Lo spiffero delle mie scarpe rotte un po’ mi preoccupa, ma è tutto un sottile gioco di apparenza. Cosa penserà chi vede che ho un semplice blog? Come potrà fidarsi di me? Ma in fondo mi dà gioia e leggerezza. E tempo per dedicare il mio lavoro agli altri. Quindi non voglio cadere nelle grinfie dell’apparire che spesso mi stritola, ma pensare che il tempo che non uso per sembrare io stessa bella agli altri, lo uso per tentare di fare cose belle per gli altri.

E tra i bambini della scuola dove insegno religione, i corsi dell’Università dove ancora vado a imparare, i progetti di siti che ho in costruzione e altri che attendono che inizi anche con loro, i corsi che a volte mi chiamano a fare, e la polvere che in casa aspetta di essere tolta, la cucina che mi attira sempre con il suo fascino irresistibile e il film che la sera ho voglia di guardare, tra le tante cose che mi piace fare e tra quelle che vorrei ma non riesco, il mio blog resta un blog. Senza apparenza di essere ciò che non è, senza pretese di sembrare più di quello che davvero sono.

Le mie scarpe per ora restano rotte, ma se vi fidate proverò a non lasciare neanche uno spiffero alle vostre scarpe e a farle sembrare nuove e lucidate. Sempre.