Pubblicato in: Poesie

Consolazione

Dedico questa poesia a tutti quelli che, qualche volta nella vita, hanno visto fiorire la terra sotto i piedi all’improvviso, e non era primavera. A tutti quelli che stanno aspettando questa fioritura. E sorridono, sapendo che la primavera gli sorriderà. A chi ha deciso di ascoltare l’invito sepolto nel suo cuore che lo invita a sognare ancora, nonostante tutto, e a chi ha ancora voglia di ballare al ritmo di una vecchia aria di danza.

La poesia parla del ritorno del figlio a casa, dalla madre. E nel raccontare il suo rientro nella vita di un tempo, evoca delicatamente tutti i ritorni possibili della vita. È una lirica del ritorno inteso come rassicurazione e insieme rigenerazione, come nuovo possesso delle cose lasciate ed eterna speranza di consolazione.

di Gabriele D’Annunzio

RITORNO A CASA II_JPG

Non pianger più. Torna il diletto figlio
a la tua casa. È stanco di mentire.
Vieni; usciamo. Tempo è di rifiorire.
Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio.

Vieni; usciamo. Il giardino abbandonato
serba ancóra per noi qualche sentiero.
Ti dirò come sia dolce il mistero
che vela certe cose del passato.

Ancóra qualche rosa è ne’ rosai,
ancóra qualche timida erba odora.
Ne l’abbandono il caro luogo ancóra
sorriderà, se tu sorriderai. Continua a leggere “Consolazione”

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