Pubblicato in: Chiesa Cattolica

Papa Francesco, il papa dell’indulgenza

Ieri sera bellissima fumata bianca. «Habemus papam!» Frase che rimbomba nelle nostre orecchie e che – per noi cristiani – ha una dolcezza infinita! Abbiamo un padre. Non siamo orfani! C’è qualcuno in terra che si prende cura di noi, che fa le veci di Gesù. Meraviglia!

Abbiamo un papa, Francesco. Il primo Francesco della storia, papa. Nome che – per noi francescani – ha una profondità infinita! Francesco è povero, umile, crocifisso. Francesco è colui che chiese al Signore di mandare tutti in Paradiso! È la stessa cosa che ha chiesto ieri sera papa Francesco al Signore e che ha donato a tutti noi. L’indulgenza plenaria, il perdono di tutti i nostri peccati. Ha chiesto l’indulgenza per tutti quelli che erano lì in piazza, per tutti quelli che lo stavano ascoltando in radio, vedendo in tv e per tutti gli uomini del mondo! Cosa c’è di più bello? Possiamo lavarci da tutti i nostri peccati, il papa vuole che siamo puri. Ha chiesto una benedizione per noi! Perché perdercela? Per ricevere l’indulgenza che il papa vuole regalarci bastano pochi semplici passi:

  • confessarsi, entro una settimana
  • partecipare alla Santa Messa e fare la comunione eucaristica, per essere spiritualmente uniti a Cristo
  • pregare secondo le intenzioni del Papa, per rafforzare il legame con la Chiesa
  • recitare il Credo, per riaffermare la propria identità cristiana e il Padre Nostro, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio

Appena arrivato non poteva farci regalo più bello! Il perdono, la misericordia.
Grazie papa Francesco! E buon cammino! Dio ti benedica ora e sempre!

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Con Assisi nel cuore

Ricordo perfettamente la prima volta che la vidi, da lontano, quella statua d’oro di Maria – bellissima – che dominava la pianura circostante. Era il 2 agosto 2001 e io stavo arrivando a piedi insieme alla Marcia Francescana della Toscana. Ricordo perfettamente il bacio al suolo di quella piazza grande, gremita di gente e l’ingresso, pieno di emozione, in Basilica sotto lo striscione “Voglio mandarvi tutti in Paradiso”. Ricordo il passaggio in Porziuncola, il cuore palpitante di Assisi: Hic est porta vitae aeternae e Hic locus santus est. Un’emozione fortissima, indescrivibilmente profonda, vera.

Da quel giorno non posso più contare gli arrivi sulla Piazza e i miei passaggi in Porziuncola, non posso più contare le mie soste nel luogo santo e le mie toccate e fuga, solo per lasciare una preghiera lì. Da quel giorno è stato impresso il sigillo della Porziuncola nel mio cuore, come mia casa spirituale. E, proprio come il luogo nel quale siamo nati suscita in noi emozioni che nessun altro luogo al mondo suscita, così la Porziuncola provoca nel mio cuore sentimenti di commozione e barlumi di luce. Lo stesso effetto di quando arrivo sulle mie verdi colline dopo tanto tempo.
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