Libri

Ciò che inferno non è

Il mio libro versione flipback
Il mio libro versione flipback

Sarà che ho un debole per lui, sarà che mi piace proprio come scrive, sarà… ma sui 3 libri che per adesso ho consigliato sul mio blog, due sono di D’Avenia. Così è. Erano mesi che avevo un blocco letturistico molto forte, mesi (anni?) che non riuscivo a tirare quasi nessun libro in fondo. E ora in un battibaleno «Ciò che inferno non è» mi è durato troppo poco, tanto che sarò costretta a rileggerlo per gustarmelo ancora meglio.

La storia del libro è nota a tutti: sono gli anni di don Pino Puglisi a Brancaccio. La sua vita come prete del quartiere più malfamato di Palermo è raccontata in un gioco di luci e ombre meraviglioso. Gli occhi sono quelli di un ragazzo che vive in un quartiere benestante dall’altra parte della città, occhi che credo somiglino tanto a quelli dell’autore – o almeno così a me piace pensare. È un libro che trasuda emozioni, che commuove e scuote, che fa pensare e penare. È un libro che riesce a farti scendere più in profondità, nella storia e in te stesso. È un libro dove inferno e paradiso hanno i confini assottigliati, dove possono scambiarsi in un secondo, dentro lo stesso angolo di città, sotto lo stesso cielo, nell’unica anima dello stesso uomo. Dove non c’è niente e nessuno che sia tutto luce o tutta ombra, perché «ogni luce ha il suo lutto, ogni porto il suo naufragio». Dove l’uomo viene fuori per come è ed ogni punto di vista è rispettato e – in un certo senso – compreso. Anche quello dei cattivi. Un libro che, a dispetto di chi pensa di sapere già il finale, dà coraggio e speranza.

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Musica · Viaggi

Buon viaggio

Stasera sono in vena di questa canzone. Banale sì, tutti ascoltano questa canzone di questi tempi. Ma alla fine a volte le cose banali mi piacciono anche. Insomma che noia tutta questa necessità di essere originali, di staccarsi dalla massa, da ciò che piace a tutti. Per me l’umile maggioranza a volte ha ragione. Stasera voglio proprio sentirmi l’italiana media! Che rilassatezza.

“Coraggio, lasciare tutto indietro e andare, partire per ricominciare, che non c’è niente di più vero di un miraggio…”

Vita

Buona Pasqua!

speranza
A tutti i miei cari e anche ai miei followers 🙂 auguro di cuore una Buona Pasqua. Che sia la volta buona per credere che la morte è solo parola penultima, Vita è parola ultima e definitiva. La volta giusta per dare fiducia all’impossibile che diventa possibile, alla speranza che non delude, alla certezza che è possibile una vita da risorti, nonostante le nostre molte morti. Buona Pasqua!

 

Donne

Auguri alle donne

Da donna oggi voglio fare gli Auguri alle donne.

festa della donna, 8 marzo 2015, auguri alle donneA tutte quelle donne che vivono la loro vita silenziosamente e santamente, lì dove sono chiamate a realizzarsi, senza sgomitare, senza per forza doversi mostrare.

Alle donne che – con sguardo ancora bambino – credono in un modo più giusto, dove la guerra non esiste, in un mondo più equo, dove non ci sono persone migliori di altre, ma differenze conviviali.

A tutte quelle donne che usano la loro femminilità per creare legami d’amore e non di rivalsa, di verità e non di invidia. A quelle che con fatica cercano di restare al proprio posto, portando quella croce che tante volte non è visibile agli occhi del mondo, ma grava pesantemente sulle loro spalle.

Alle donne madri: madri di figli naturali, madri di figli adottivi o spirituali, madri di situazioni difficili, madri nella società, nella Chiesa, nel lavoro. Madri che si fanno carico degli altri, senza lamentarsi, senza scoraggiarsi mai. Continue reading “Auguri alle donne”

Poesie

Consolazione

Dedico questa poesia a tutti quelli che, qualche volta nella vita, hanno visto fiorire la terra sotto i piedi all’improvviso, e non era primavera. A tutti quelli che stanno aspettando questa fioritura. E sorridono, sapendo che la primavera gli sorriderà. A chi ha deciso di ascoltare l’invito sepolto nel suo cuore che lo invita a sognare ancora, nonostante tutto, e a chi ha ancora voglia di ballare al ritmo di una vecchia aria di danza.

La poesia parla del ritorno del figlio a casa, dalla madre. E nel raccontare il suo rientro nella vita di un tempo, evoca delicatamente tutti i ritorni possibili della vita. È una lirica del ritorno inteso come rassicurazione e insieme rigenerazione, come nuovo possesso delle cose lasciate ed eterna speranza di consolazione.

di Gabriele D’Annunzio

RITORNO A CASA II_JPG

Non pianger più. Torna il diletto figlio
a la tua casa. È stanco di mentire.
Vieni; usciamo. Tempo è di rifiorire.
Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio.

Vieni; usciamo. Il giardino abbandonato
serba ancóra per noi qualche sentiero.
Ti dirò come sia dolce il mistero
che vela certe cose del passato.

Ancóra qualche rosa è ne’ rosai,
ancóra qualche timida erba odora.
Ne l’abbandono il caro luogo ancóra
sorriderà, se tu sorriderai. Continue reading “Consolazione”