A Beautiful Mind

Alicia: “Penso spesso che quello che sento sia senso del dovere, o senso di colpa per voler scappare via. Rabbia. Contro John e contro Dio. Ma… poi lo guardo e mi costringo a vedere l’uomo che ho sposato, e lui diventa quell’uomo: si trasforma nella persona che amo. E io mi trasformo nella persona che lo ama. Non capita sempre, ma è abbastanza.”
In questa frase è racchiuso il segreto di un matrimonio riuscito: trasformare ogni giorno l’uomo che si ha accanto nell’uomo che si ama. E non viceversa.

John: “Alicia, il nostro rapporto garantisce un impegno a lungo termine? Perché io ho bisogno di una prova, una sorta di dati empirici, verificabili.”
Alicia: “Scusami… Dammi solo un attimo per ridefinire il mio concetto puerile di rapporto amoroso. Una prova… Dati verificabili… Okay. Allora… Quanto è grande l’universo?”
John: “Infinito.”
Alicia: “Come lo sai?”
John: “Perché tutti i dati indicano che è infinito.”
Alicia: “Ma non è stato ancora dimostrato…”
John: “No…”
Alicia: “Tu non l’hai visto…”
John: “No…”
Alicia: “Come fai a saperlo con certezza?”
John: “Non lo so, ci credo e basta
Alicia: “È la stessa cosa con l’amore, penso. Ora, l’unica cosa che tu non sai è se io voglio sposare te.”
Non si può chiedere una prova, un dato empirico per avere una dimostrazione che il nostro amore durerà. Bisogna crederci. Lo stesso vale con la fede. Quando cerchi una dimostrazione ragionevole, ti sfugge. Perchè la fede e l’amore sono incredibilmente più grandi dell’uomo e della sua ragione.

Martin Hansen: “Quelle… [Le allucinazioni] beh hai capito… se ne sono andate?”
John Nash: “No, non se ne sono andate e forse non se ne andranno mai. Ma io mi sono abituato a ignorare loro e, forse, come risultato loro hanno abbandonato me. Credi che sia così coi nostri sogni e i nostri incubi, Martin? Dobbiamo continuare ad alimentarli perché restino in vita?”
Martin Hansens: “Però sono cose che ti perseguitano.”
John Nash: “Sono il mio passato, Martin. Tutti sono perseguitati dal passato.”
Tutti sono perseguitati da qualcosa, e finchè continuano ad alimentare questa cosa, saranno inseguiti. Dal passato, dai traumi, dalle paure. E saranno bloccati. Si libereranno da chi li perseguita non quando cercheranno di dimenticarlo – o di annientarlo con le medicine – ma quando inizieranno a guardare il presente senza chiedergli di rispondere alle domande e ai traumi del passato. Quando avranno uno sguardo di fede sulla vita. Lo sguardo di chi vede oltre i propri persecutori.

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