Gruppo Giovani

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Essere animatore di un gruppo giovani è un’esperienza entusiasmante e, allo stesso tempo, molto seria. Si è responsabili dei ragazzi e della loro crescita spirituale e umana. E’ molto importante essere in gruppo per sostenersi a vicenda ed è importantissimo farsi formare. Prima di tutto farsi formare da Dio: con la preghiera e l’ascolto, facendo autentiche esperienze di Lui. Poi farsi formare da qualcuno più esperto di noi che potrà dirci i trucchi del “mestiere”.
Ringrazio di cuore Laura, Damiano, Antonella, Matteo con i quali ho condiviso il cammino di animatrice a un gruppo dopo cresima a dir poco meraviglioso!
Il materiale che qui metto a disposizione è frutto del lavoro e dell’impegno di tutti. L’essere sempre uniti nelle diversità ci ha permesso di non mollare mai, neanche nei momenti più duri che il gruppo ha dovuto affrontare. Buon cammino! Di cuore.

Il vademecum degli animatori – download

Gli animatori pregano insieme prima di preparare un incontro.
Fanno un’invocazione allo Spirito Santo perché insegni loro a preparare un incontro adatto ai ragazzi e alle loro esigenze attuali. Perché li renda capaci di fare gli animatori e doni loro la sapienza e la gioia di esserlo sempre, senza stancarsi.

Gli animatori sono mandati dalla Chiesa.
Fare l’animatore a un gruppo dopo cresima è fare un servizio all’interno della Chiesa. La Chiesa è vostra madre, che vi piaccia o no. Dovete amarla e rispettarla, è lei che vi manda e che si fida di voi! Non si sputa nel piatto dal quale si mangia, non si parla male della Chiesa davanti ai ragazzi per nessun motivo al mondo!
Se ci sono dei temi sui quali i ragazzi chiedono delle risposte e voi non sapete/potete dargliele, chiamate qualcuno che sappia rispondere loro! È sempre bello che ci siano testimonianze esterne esperte sui temi più “piccanti” e “toccanti” per i ragazzi.

Gli animatori hanno sempre bene in mente qual è la direzione, la mèta: Gesù.
“Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’Agnello di Dio!” E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.” (Gv 1, 35-37)
Giovanni il Battista è l’esempio per ogni animatore, perché ha saputo benissimo che il fine non era lui ma Gesù, così appena i suoi discepoli hanno incontrato Gesù lui si è fatto da parte. Il fine dei ragazzi non è mai la stima per l’animatore o il desiderio di venire al gruppo. Sarete dei bravi animatori se saprete farvi “dito” che indica la direzione da seguire! Se saprete farvi da parte quando Gesù entra nella vita dei ragazzi e la tocca! Questo è il vostro fine: che possano fare esperienza di Dio.

Gli animatori sono tra loro tutti alla pari e non si contraddicono mai davanti ai ragazzi.
Non si deve mai far percepire ai ragazzi una divisione all’interno del corpo animatori, perché così si perde di credibilità. Se c’è qualche problema di “vedute” tra animatori è bene che se ne parli al di fuori degli incontri con i ragazzi, cercando di chiarirsi, con molta umiltà. Ricordando che l’altro è un sempre un dono! È grazie alle nostre diversità che ci arricchiamo e che possiamo portare frutti. Siamo un corpo animatori perché insieme possiamo arrivare dove da soli non arriveremmo mai. Ognuno deve mettere al servizio i propri talenti e cercare di migliorarsi su ciò in cui è carente.

Gli animatori cercano di creare “gruppo” tra i ragazzi.
Soprattutto all’inizio le attività dovranno essere pensate per fare gruppo. C’è la necessità di creare legami all’interno del gruppo, perché solo così i ragazzi potranno sentirsi “a casa”.
È importante far aumentare l’amicizia e la stima reciproca tra di loro, in modo che si sentano invogliati a tornare ancora.

Gli animatori sono specchio per i ragazzi.
“Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato…” (Il Piccolo Principe). Gli animatori sono responsabili dei ragazzi, lo sono con le loro scelte, con i loro comportamenti. Non possono dire cose e poi farne altre. Non possono dire “Gesù è la strada” e poi seguire altre strade più comode. Non possono non andare a messa (almeno la domenica), non possono non pregare per loro. I ragazzi la prima cosa che vedono è se chi gli parla è autentico o è solo un insieme di parole vuote.

Gli animatori amano i loro ragazzi.
Se non li amano non saranno mai luce per loro. Se non li amano con tutti se stessi, tenendoli sempre presenti, pensando a loro con compassione, con carità, con amore. Amarli tutti e ciascuno di loro, secondo le difficoltà che vivono, le infedeltà, le incoerenze. E amarli di più quando si allontanano.

Gli animatori non sono amici dei ragazzi.
Ci deve essere una distanza, uno scalino, come tra genitori e figli. Che non capiti mai che l’animatore si trovi a parlare con loro come parla con un amico, mai che si infili nei loro discorsi, magari “sparlando” di qualcuno che non c’è.
È una cosa buonissima se qualche ragazzo si apre con un animatore: che l’animatore lo consigli, lo consoli, lo rassicuri, sempre con una visione di chi non vuole insegnare, ma ascoltare e stare vicino.

Gli animatori non si stancano di proporre, ma non si impongono mai.
Non stancatevi mai di proporre ai ragazzi attività, incontri. Non stancatevi di proporre loro di partecipare attivamente alla messa. Non stancatevi di proporre loro cose nuove, ritiri etc. Ma non imponeteglielo mai. Se dovessero non partecipare voi proponeteglielo comunque. Anche se vi sembrano lontani, un giorno magari saranno raggiunti dal Signore grazie a ciò che voi avete seminato oggi. Non scoraggiatevi mai. Anche se sul momento vi sembra che non ci siano risultati, abbiate fede. Dio solo conosce i tempi.

Gli animatori non hanno paura di proporre cose grandi.
Non abbassatevi a fare solo attività “ganze”, divertenti, senza mai proporre cose più “cristiane”. Non abbiate paura di proporre un bell’incontro di preghiera, di proporre una penitenziale, di proporre una cosa grande per i ragazzi.
A volte gli animatori hanno paura di essere troppo “cristiani”, ma sono le cose più autentiche che attirano i ragazzi, quelle più profonde e vere.

Dio ama chi dona con gioia” (2 Cor 9,7)
I vostri incontri siano gioiosi. A volte riflessivi. A volte caotici. L’importante è che siano sempre fedeli!
Fare attenzione a non cadere mai nell’impostazione “lezione”, dove i ragazzi ascoltano e gli animatori parlano. Creare sempre dibattito e stuzzicare loro domande, in modo che siano i ragazzi il fulcro centrale della serata e non tanto l’attività preparata.
È importantissimo che i ragazzi parlino tra loro il più possibile, senza l’intervento dell’animatore. Che si confrontino e anche si ammoniscano a vicenda. L’animatore conduce la serata, ma meno interviene e più lascia spazio ai ragazzi, meglio è.

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