Pubblicato in: Vita

Il lusso del tempo perso a ridere

ridereAlla fine mi vien da pensare stasera che non è da tutti potersi permettere – in un pomeriggio qualunque di un martedì lavorativo – di fermarsi a fare merenda con delle amiche e passare inaspettatamente più di un’ora piegate dalle risate. È un privilegio di chi ha scelto un lavoro strano, come il mio.
Non è da tutti darsi tempo, e di solito non lo faccio nemmeno io.
Ma oggi – dopo secoli che non ridevo e facevo ridere così tanto (sì poi – lo ammetto –  se inizio per caso a raccontare le mie figuracce non la smetto più) sono proprio contenta di essermi permessa questo lusso del tempo perso.

In un mondo dove il tempo lo devi sfruttare al massimo (io sono la prima che, avendo due lavori e orari strani e molto flessibili, voglio sempre usarlo tutto fino in fondo per fare quello che devo fare – e poi non ci riesco mai come vorrei), concedersi – così senza averlo organizzato – un’ora di risate e amicizia è proprio una cosa bella.
La consiglio a tutti.
Fa tornare indietro di un po’ di anni, fa tornare a quell’età in cui il tempo passato a ridere era all’ordine del giorno.
Mi ricordo dei pomeriggi piegate in due, pomeriggi che io e la mia amica Cecilia passavamo, rimeditando su quante ne avevamo combinate, riraccontandoci per l’ennesima volta le stesse scene. Risate su risate, da farsi sentire gli addominali.

E allora dedico questo post a chi oggi, e tutte le volte nella mia storia passata, mi ha tirato fuori risate gratuite e bellissime e racconti da far morire da ridere. E lo dedico a tutti coloro che di risate hanno bisogno, perché possano incontrare qualcuno che – senza preavviso – gliele strappa da dentro.
Ridere fa rima con sorprendere: è l’antidoto, infatti, per sorpredere noi stessi e gli altri. Per meravigliarsi che – nonostante tutte le contraddizioni e gli schiaffi della vita – da qualche parte c’è qualcuno con cui poter condividere una risata a bocca larga, di quelle che fanno un gran rumore e un gran bene.

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Pubblicato in: Amore, Politica, Vita

Sulle unioni civili e il ddl Cirinnà

Quello che penso riguardo al decreto Cirinnà è semplice: ha sbagliato mira.
Perché mettere insieme due questioni così diverse come una regolamentazione giuridica per le coppie omosessuali e la questione dei figli (con la stepchild adoption)? Ha fatto un calderone, quando poteva procedere step by step, come insegna anche il buonsenso più spicciolo.

Diritti o no?

Per quanto riguarda i diritti alle coppie omosessuali, io sono d’accordo. Continuare a far finta che in Italia esistano giuridicamente solo le coppie etero mi sembra un po’ ipocrita. Che ci sia una regolamentazione patrimoniale, di assistenza, che garantisca loro il diritto basilare di scegliere di poter lasciare l’eredità al compagno/a o di far sì che sia lo stesso ad occuparsi dell’assistenza ospedaliera etc. mi sembra piuttosto saggio. Proprio in un’ottica umana, che è poi la stessa cosa che dire ottica cristiana (ho imparato che Cristo sempre promuove l’uomo nella sua interezza), mi sembra giusto occuparsi con sguardo di carità e rispetto di queste coppie. Continua a leggere “Sulle unioni civili e il ddl Cirinnà”

Pubblicato in: Viaggi, Vita

Ti saluto 2015. Con lo sguardo di chi viaggia, anche senza cambiare paese.

Pre Scriptum: questo post è scritto alla rovescia. La piramide qui è diritta. Prima le mie riflessioni e dopo il succo. A chi interessa solo il succo vada a leggere da Auguri in poi!

In questi ultimi giorni dell’anno mi sono offerta di preparare una bozza di viaggio di nozze a due amici prossimi al matrimonio. Loro volevano organizzare il loro viaggio senza agenzia e a me piace un sacco organizzare viaggi! E se non lo faccio ora, durante il periodo natalizio, non so se troverò più il tempo per farlo!

Il fatto è che fare questa attività mi ha aperto panorami riflessivi nel cervello. Voglie. Desideri di sconfinare. Consapevolezze di una bellezza seminata in tutto il mondo e voglia matta di scoprirla.

Sto guardando da ieri la cartina (Google Maps intendiamoci)

maps

e sono attratta da posti nuovi, soprattutto da quelli caratteristici, piccoli, poco o per niente turistici. Vabbè poi io ho un’attrazione particolare, spasmodica, fortissima, un’attrazione calamitosa verso tutti quei luoghi dove la pelle di chi vive lì è più scura della mia – perché i raggi del sole l’hanno tinta giorno dopo giorno – dove il mare bagna le coste e pronuncia le sue parole a ogni onda che arriva a riva, comprensibili solo a chi le conosce da sempre. Dove le case hanno i tetti pari, perché lì non piove mai. Dove le strade sono piccole e scoscese, dove le pietre si vedono bene. Dove il blu è il colore principale, e il verde a volte è verde e a volte è marrone, perché arso dal sole. Dove in spiaggia ci sono i pescatori con le loro barche, e qualche persona del posto. Dove esistono ancora case (magari piccole e abusive) direttamente sul mare. Dove si può sognare qualcosa di meglio, ma dove la natura ha ancora la meglio su tutto il resto, è il soggetto di ogni frase e mai il complemento oggetto, presente e futuro, mai passato remoto.

Auguri.

Allora guardo quest’anno che sta per concludersi cercando di indovinare lo sguardo dei pescatori dei miei luoghi reali e immaginari insieme quando la sera tornano a riva, con un Grazie per la giornata trascorsa, perché le onde – per quanto agitate – non gli hanno impedito di tornare a casa, con la Fiducia di chi vive il giorno per giorno della vita, e con la Speranza per l’indomani, perché non manchi mai il nutrimento (materiale e non) sufficiente per andare avanti.

Una riflessione e un augurio perché lasciamo questo anno dietro le spalle con la consapevolezza di chi ha fatto del suo meglio e di chi ha imparato a contare i propri giorni senza andare troppo indietro o troppo avanti.

Buon 2016 a tutti!

 

 

 

Pubblicato in: Vita

Buona Pasqua!

speranza
A tutti i miei cari e anche ai miei followers 🙂 auguro di cuore una Buona Pasqua. Che sia la volta buona per credere che la morte è solo parola penultima, Vita è parola ultima e definitiva. La volta giusta per dare fiducia all’impossibile che diventa possibile, alla speranza che non delude, alla certezza che è possibile una vita da risorti, nonostante le nostre molte morti. Buona Pasqua!

 

Pubblicato in: Vita

Punti di Vista

Dico la verità. Questo titolo qualche tempo fa mi sarebbe stato un po’ antipatico. La questione dei Punti di Vista mi sembrava proprio la porta d’ingresso al Relativismo – in tutte le sue accezioni – che spesso mi sono state sullo stomaco.

Che dire. Mi ricredo. In qualche modo, in qualche forma, mi ricredo. Sarà lo studio della Filosofia che mi “apre la mente”, sarà la Vita con tutte le sue sfaccettature e complicazioni, sarà la Pianura, o tutte queste cose insieme che mi hanno fatto ricredere sui Punti di Vista.

La Filosofia che sto studiando in questi giorni mi insegna una cosa semplice e vera: alla fine della realtà posso avere soltanto una visione soggettiva. Il mondo che conosciamo è impregnato delle nostre emozioni, attese, paure. Non c’è un mondo oggettivo uguale per tutti.

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La Vita continuamente mi insegna a guardare le cose da un altro Punto di Vista. A mettermi nei panni di, a cambiare prospettiva, a cambiare sguardo, a cambiare modo di vedere le cose.

robin williams, l'attimo fuggente, cambiare prospettiva

La Pianura – sembra assurdo – è colei che ha ispirato questo breve articolo.
Io donna di collina, abituata alle larghe vedute, brava a guardare le cose dall’alto, a farmi mozzare il fiato dai dolci pendii sempre più in basso di me, mi trovo a guardare le cose da un’altra prospettiva. Inaudita. Inaspettata.
Da brava ragazza dalla mente chiusa ho sempre pensato che tutto ciò che non è visione di collina: è peggio. Che quello fosse l’unico Punto di Vista degno. Di certo non rinnego la bellezza di vedere le cose da quella prospettiva, per me sempre così dolce e accattivante, ma sto imparando a guardare le cose come si vedono dalla Pianura.
E qualcosa dentro di me sta cambiando.
Adesso non posso più guardare le cose dall’alto in basso, ma – se guardo verso sud – esattamente alla mia altezza, – se guardo verso nord – molto più in alto di me. A nord infatti ci sono i monti.

Processed with Rookie

Credo fermamente che non solo noi mettiamo noi stessi nella realtà che ci circonda, ma anche e soprattutto che la realtà che ci circonda metta qualcosa di sé dentro di noi. Che in qualche modo, lentamente, inesorabilmente ci cambi.
Come l’acqua che goccia dopo goccia buca la roccia. E che la roccia lo voglia o no non è importante, il fatto è che è costretta ad “ammorbidirsi”, a cambiare e a fare spazio e a diventare canale dove scorre l’acqua, la Vita.