Amore · Diritti · Vita

Sulle unioni civili e il ddl Cirinnà

Quello che penso riguardo al decreto Cirinnà è semplice: ha sbagliato mira.
Perché mettere insieme due questioni così diverse come una regolamentazione giuridica per le coppie omosessuali e la questione dei figli (con la stepchild adoption)? Ha fatto un calderone, quando poteva procedere step by step, come insegna anche il buonsenso più spicciolo.

Diritti o no?

Per quanto riguarda i diritti alle coppie omosessuali, io sono d’accordo. Continuare a far finta che in Italia esistano giuridicamente solo le coppie etero mi sembra un po’ ipocrita. Che ci sia una regolamentazione patrimoniale, di assistenza, che garantisca loro il diritto basilare di scegliere di poter lasciare l’eredità al compagno/a o di far sì che sia lo stesso ad occuparsi dell’assistenza ospedaliera etc. mi sembra piuttosto saggio. Proprio in un’ottica umana, che è poi la stessa cosa che dire ottica cristiana (ho imparato che Cristo sempre promuove l’uomo nella sua interezza), mi sembra giusto occuparsi con sguardo di carità e rispetto di queste coppie.

La storia mi e ci insegna che l’oscurantismo ha sempre creato mostri più grandi di quelli che voleva combattere. La chiusura ha sempre generato scontento e paura. E la paura, quando è paura della novità, della diversità, della modernità, non è mai figlia di un desiderio sano, ma sempre figlia – alla fine – di una bugia. La storia di oggi, di questo anno, ci dice di guardare alla Misericordia di Dio che contravviene ogni logica e giustizia umana. Ci insegna a passare dalla porta santa e provare a fare agli altri quello che Dio continuamente fa con noi: entrare nella miseria umana e perdonarla. Il chi è senza peccato scagli la prima pietra, mi sembra calzare a pennello. Smettiamo di scagliare pietre in nome di un ideale. L’atteggiamento è fondamentale. L’ideale della famiglia sbandierata in piazza un po’ mi spaventa. Mi sembra una forzatura. Una cosa che non si addice alla famiglia stessa. Mi fa paura la famiglia perfetta, perché non è reale. Perché la perfezione non è di questo mondo.

Sbandierare una legge giusta o ingiusta secondo me non è cristiano, perdonare una mancanza sì. Essere certi di essere dalla parte della ragione mi sa di fariseo, chiedersi perché qualcuno la pensa diversamente da noi, di cristiano. Aver a cuore con carità, e anche con fatica, ogni persona umana è il succo del cristianesimo, mettere muri contro il diverso, no.

Questo è il motivo per cui, pur condividendo a pieno il fatto che il ddl Cirinnà ha toppato, non sono scesa in piazza: nessun ideale da proporre, niente da sbandierare, nemmeno un sasso da tirare.

stone-heart

Avere figli è un diritto?

Mi sembra che, umanamente parlando, la questione della stepchild adoption sia veramente una cosa ipocrita. Dietro a questo nome si nasconde un principio basilare che nel mondo si sta diffondendo a macchia d’olio e cioè che avere un figlio è un diritto. Ma scusate, ma dove sta scritto? Può essere un’altra persona un diritto mio? Posso io disporre di qualsiasi altro per servirmene, anche fosse a fin di bene? I diritti inviolabili dell’uomo sono la dignità sociale, l’uguaglianza davanti alla legge, il lavoro. Ma i figli possono mai essere un diritto? In una visione cristiana dell’uomo i figli sono un dono, in una visione umana i figli sono un regalo, la cosa più bella del mondo, gioia, felicità etc. ma mai e poi mai un diritto a nostra disposizione. Mi sembra che su questa cosa i nostri nonni avrebbero avuto da insegnarci molto, ma oggi noi siamo abituati a pagare per avere tutto quello che vogliamo, subito. La macchina, la casa, il computer, l’i-phone, i vestiti, gli animali. Tutto. E così pensiamo di poter disporre anche dei figli. Ma su questo dobbiamo serenamente fare un passo indietro. Non tutto è a disposizione dell’uomo, alla fine l’uomo è pur sempre una creatura, mica il Creatore. Relax.

E quindi per una coppia la cui unione non può mai essere feconda, e dico mai per distinguerla dall’unione delle coppie etero che ha sempre in sé il principio della fecondità (anche se a volte non si realizza per motivi contingenti e comunque sempre accidentali rispetto alla sostanza della possibilità dell’atto), i figli non sono previsti. Dall’unione stessa. Che non per questo non è unione. Che non per questo non è unione d’amore. Ma da quell’unione sostanzialmente, per com’è, nella sua parte più profonda, i figli non possono nascere. Difficile da accettare? Ci credo. Ma parte e specificità dell’unione stessa.

figliocuore

Concludendo

Erano giorni e giorni che ruminavo, masticavo e digerivo cose scritte da altri (giornali, privati, religiosi, laici, atei, esaltati…) per informarmi, pensare, tacere, farmi un’idea mia e provare a buttarla giù. Di solito non sono così meditativa, di solito parto subito alla grande, dico, faccio, scrivo, pubblico, contravvenendo anche alle regole basilari del web (che ti dicono di pensarci almeno una notte prima di pubblicare un post). Su questo tema mi ci è voluto tanto. Adesso un parere ce l’ho, parere che, come ogni altro, potrà cambiare, svilupparsi, trovare nuovi punti di vista o di svista, chissà.

Questo è il mio pensiero, questo è il motivo per cui – secondo me – la legge sulle unioni civili serve (l’equiparazione al matrimonio no, dato che – per sua natura – il matrimonio prevede la fecondità propria di un’unione tra uomo e donna), quella sui figli – a disposizione di chi li vuole -, no.

Aperta a pareri diversi, costruttivi, che buttano giù i muri e non li costruiscono, che non hanno paura dell’opinione altrui e della diversità. A pareri dai toni pacati, semplici e misericordiosi.

 

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7 thoughts on “Sulle unioni civili e il ddl Cirinnà

  1. A proposito dello “sbandieramento” , che fai capire allude a quello al Circo Massimo….una citazione, alla quale mi alimento sempre, senza mai trovare il coraggio di fare qualcosa di simile. Eccola: “Sali su un alto monte…alza la voce con forza…alza la voce, non temere” ( Is,40,9). Un’altra: ” Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così” ( At, 2,14). Due esempi davanti ai quali io vado in crisi; avere il coraggio di parlare per difendere una cosa sacrosanta e vera, oggettiva, neanche tanto delicatamente, come ci insegnano Isaia e Pietro, ma a voce alta. Come diremmo noi, coi denti di fuori. Ma anche tu l’hai fatto, eccome, con le parole del tuo articolo, del quale c’è solo da essere orgogliosi. Erano parole di fuoco, solo non dette in una piazza di nessuna città ma in quella virtuale che non ha confini.
    Oggi, mentre impastavo dolci in cucina, accesa la TV su 2000, ho preso la coda della manifestazione, che credevo, anzi, temevo, fosse un flop. Invece ho visto una marea di gente, qualcuno dice un milione…boh! Erano tantissimi, e chi parlava lo ha fatto non come Isaia e Pietro, ma con tatto e sobrietà. Almeno per quello che ho visto io. E mi pare una novità anche che gente comune, non telecomandata dalla Chiesa, sia partita per andare.
    Mi sono commossa….e riuscire a far commuovere me in questo momento ha davvero del miracoloso. Mi pareva di capire che vivo in un paese dove la maggioranza dei cittadini, destra e sinistra, ha ancora ferma e ben chiara una idea di famiglia e sa cosa sia bene per un bambino, cosa siano i diritti e i doveri. Una idea più chiara di quella dei nostri politici, schiavi delle idee e dei numeri elettorali. Non era la stessa idea che hai tu e che ho io? Mi sono sentita rappresentata, consolata, non so nemmeno come dire, ma di questi tempi mi tengo cara commozione, consolazione e tutto il resto. Mi sento in buona compagnia.
    Speriamo in un dibattito….il problema in ballo è fonte di disagio e sofferenza per tanti e chi parla magari lo fa dopo aver riflettuto tanto in silenzio come hai fatto tu.
    La verità deve farci liberi.

    Grazie

  2. Ciao benedetta, vorrei esprimere un mio pensiero. Prima di conoscere dio credevo che l amore esistesse solo tra la coppia. Poi ho conosciuto dio e mi ha insegnato che l amore non ha forme non ha colori non ha regole. Sono etero ma si può amare un uomo come una donna…come un animale come un simbolo. Oggi il mondo ha bisogno di amore e forse non dovremmo giudicare chi vuole amare un bambino che è rimasto solo.

    1. Ciao e grazie del tuo parere! A me sembra che la stepchild adoption non tuteli molto un bambino già nato e rimasto solo che ha tutto il diritto di essere amato. Questa stepchild adoption non è un’adozione normale (per quanto io non sarei d’accordo neanche con quest’ultima…), ma un principio che dice che il compagno/a del partner che ha già un figlio (o da relazione etero precedente o da qualsiasi altra pratica anche disumana come quella dell’utero in affitto) può in qualche modo adottarlo e divenirne a tutti gli effetti genitore. Non tutela quindi per niente i bambini già nati, ma è come un lasciapassare di certe pratiche aberranti che ti consentono di comprarti un figlio, pratiche che non tutelano né la donna né il bambino, ma danno solo un figlio a chi lo vuole di diritto.

  3. Ciao.

    Trovo la tua analisi, seppur espressa educatamente e in buona fede, ingenua e superficiale 🙂

    È semplice: i bambini che hanno genitori dello stesso sesso esistono già. Sono tanti. Le famiglie di questo tipo si chiamano famiglie arcobaleno (presto, forse, potremo chiamarle semplicemente famiglie). Sono famiglie piene d’amore, esattamente come possono esserlo le altre famiglie, eppure non sono riconosciute dalla legge.
    Il ddl Cirinnà cerca di rimediare a questo assurdo vuoto legale.

    Il ddl Cirinnà non basta, è vero. Sarebbe troppo lungo spiegarti il perché, ma la discriminazione tra coppie etero e gay rimane col ddl Cirinnà, e questo non è giusto né costituzionale. Il ddl Cirinnà va preso solo come il primo passo.

    Spero di aver portato una argomentazione costruttiva.

    P.S. Nessuno dice che il diritto è il bambino. Il diritto è quello dell’adozione, che per il momento, in Italia, è un diritto solo per gli eterosessuali. Secondo il tuo ragionamento, nemmeno gli eterosessuali dovrebbero poter adottare un bambino, perché un bambino non è un diritto, tu dici. Ma stiamo parlando di adozione, non di mercato. Così come gli eterosessuali possono adottare, devono poterlo fare anche gli omosessuali, perché non esiste studio scientifico, psicologico e sociologico valido che sostenga che un bambino cresce in maniera diversa se figlio di una coppia dello stesso sesso.

    1. Certo argomentazione dai toni abbastanza pacati, quindi ben accetta. Grazie.
      Solo una precisazione: il mio ragionamento non è assolutamente contro le adozioni delle coppie etero. Mi autocito: “E quindi per una coppia la cui unione non può mai essere feconda, e dico mai per distinguerla dall’unione delle coppie etero che ha sempre in sé il principio della fecondità (anche se a volte non si realizza per motivi contingenti e comunque sempre accidentali rispetto alla sostanza della possibilità dell’atto), i figli non sono previsti.”
      Differenza di sostanza, pur nella comprensione che ci sono già tantissimi casi di coppie omogenitoriali con figli, da tutelare come tutti i figli di questo mondo!

  4. Mi riallaccio all’ osservazione di TREDICI, ringraziandolo, perché tocca davvero un punto importante sul quale io mi interrogo spesso e su cui penso bisognerebbe insistere di più; l’inesistenza di studi scientifici/sociologici/psicologici che possano dire qualcosa di oggettivo, razionale, concreto sulla negatività/positività della cosa in questione. Ed è proprio lì il punto perché una corretta metodologia scientifica, riesce a studiare i fenomeni, ne valuta i risvolti e produce la relativa letteratura solo dopo un lasso di tempo sufficiente ad avere non tanto un cospicuo materiale da analizzare( che mi pare ci sia già no?) ma soprattutto una evoluzione temporale tale che possa consentire l’analisi di un fenomeno, specie se delicato come questo, dato che ha a che fare con esseri umani. Ora, questi esseri umani dei quali si sta dibattendo sono bambini ok? E’ il segno evidente della contemporaneità del fenomeno. Siamo d’accordo? Allora, mi chiedo io ma credo si chieda anche la scienza, come fanno ad esserci studi seri che ci possano dire eventuali negatività/positività? Mi sa che qui serviranno le due doti scientifiche per eccellenza, ovvero l’umiltà e la pazienza di aspettare che il fenomeno parli, ovvero che i bambini diventino adulti… e speriamo che nel frattempo la scienza ( sociologica/ psicologica e anche psichiatrica) mantenga integro il suo altissimo compito di servire ( non asservire) l’essere umano!! Perché, tanto per fare un esempio, vi ricordo che anche per un fenomeno drammatico come lo sterminio organizzato dei 6 milioni e mezzo di ebrei, chi vi si dedica da studioso, sa che ci sono stati precedenti studi scientifici, antropologici ecc, ( Cesare Lombroso è solo uno ma si comincia molto prima…) che pian piano, una goccia alla volta, hanno portato alla Shoah. E che questo si insegna e si impara nelle università statali, non in quelle confessionali. Alla fine ecco cosa mi chiedo; se su una cosa la scienza ancora non mi ha detto che è dannosa, come faccio io, ignorantona che non sono altro, ad esser sicura che è ottima?

  5. Io penso che tutto ciò che è fondato sull’amore può dare solo buoni frutti, sia che si tratti di etero che omo. Per questo sono a favore dell’adozione in entrambi i casi: perché sono le famiglie senza amore quelle che minano realmente l’integrità dei loro figli. L’amore è il fattore chiave per come la vedo io.

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