Chiesa Cattolica · Politica

Elezioni 2013: chi deve votare un cattolico?

Indicazioni dall’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra

In vista delle elezioni di febbraio, questa domanda mi martella continuamente nella testa. Io – cattolica – chi voto? Chi devo votare? La domanda si fa più pressante e urgente di sempre, e la risposta non è scontata. Anzi a me sembra nascosta, quasi introvabile.

Sto sfogliando e leggendo i programmi dei vari partiti che si candideranno alle elezioni (purtroppo non c’è un sito ufficiale su cui leggerli, quindi sono ovviamente tutti inficiati dai pensieri di chi li scrive) e non ce n’è neanche uno che mi rispecchia pienamente. Allora – mi dico – devo provare a prendere il “meno lontano”, a scegliere il “meno peggio”. Ma come faccio a fare questa sorta di discernimento? Quali sono i valori cardine ai quali mi devo ispirare?

In quanto cattolica la mia bussola deve essere il Vangelo. E qui la strada inizia ad essere in salita: il sunto di tutto è l’amore. La carità. L’accoglienza degli ultimi. La condivisione. Il dono. La capacità di perdonare. La mitezza. La pace.

Dove stanno questi valori nei programmi dei nostri partiti? Tradotti in termini moderni probabilmente questi valori diventeranno i seguenti:

Accoglienza degli immigrati. Dei rifugiati politici. Dei profughi. Di chi non ha casa, famiglia, di chi non ha nessuno. Assassino è chi lascia morire l’altro di fame, di sete, di freddo. Lo lascia morire perché quest’uomo non ha il “diritto” di essere qui. Non ha il permesso di soggiorno. Follia! Siamo tutti un po’ folli. E tutti responsabili di questa situazione. Moderna è una società capace di pensare a persone che fuggono dal loro paese, una società capace di promuovere il valore dell’accoglienza del diverso, della sua tutela. Pronta a crescere. Ad accettare nuove sfide! Una società chiusa, barricata, paurosa è una società già morta in partenza.

Amore per la vita – dal concepimento alla morte. Senza accanimento, di nessun tipo. Non è un diritto l’essere genitori. E’ un Dono, sempre. Non è un diritto doverlo diventare per forza. Si può essere genitori in tanti modi, per tanti figli che hanno bisogno di noi. Un cattolico sa che la Provvidenza di Dio è sempre all’opera e che nessuno la può fermare. «Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». (Lc 1, 36-37) Quante volte ce lo dimentichiamo! La nostra società non può sostituirsi a Dio, non può diventare onnipotente, perché l’onnipotenza è di Dio e basta.

Amore per la famiglia, nucleo centrale dal quale nasce la vita. Sostegno alle mamme che lavorano. Politiche a favore della maternità, che permettano a una donna di lavorare e avere una famiglia senza dover rinunciare a uno dei due aspetti. Politiche che sostengano la famiglia e la natalità. Amore per la vita significa investire sulla vita, crederci, fare figli e avere le possibilità e le risorse per farli crescere.

Sostegno ai poveri (politiche sociali favorevoli a chi ha di meno), ai carcerati (la situazione delle carceri italiane è vergognosa! L’UE ha condannato l’Italia per il sovraffollamento delle carceri), ai malati (migliorare la sanità), ai piccoli (dare valore e prestigio alla scuola italiana), agli ultimi in generale.

Amore per l’ambiente, per la terra che Dio ci ha donato e che stiamo distruggendo con le nostre mani. Amore per le situazioni incivili presenti nel nostro paese, basti pensare alla Campania o al caso dell’Ilva di Taranto. Politiche a sostengo di una nuova economia ambientale! Non politiche verdi per finta che vanno tanto di moda oggi in Italia (basti pensare all’Enel Green Power che mostra la faccia verde dell’Enel e cela segretamente la sua faccia nera, quella di carbone – Enel è il più grande emettitore di CO2 nel nostro paese!).

Decrescita. Avere di meno e il “di più” darlo a chi non ha niente. Nel nostro paese e nel mondo. Con-dividere. Ecco qui un’inchiesta carina proprio su questo tema!

Valori. In una società che sta perdendo il senso delle cose importanti un cattolico deve riportare al centro i valori. Quelli autentici. Il valore della persona umana, della sua dignità. Il valore e la forza di un uomo e una donna che si uniscono in matrimonio. Senza niente togliere a situazioni differenti, ma la forza di una coppia (uomo + donna) è meravigliosa e non può essere sminuita.
Il valore dell’educazione dei figli. Educazione che non può essere affidata al caso, a situazioni “strane”. I figli hanno il diritto ad avere due genitori di sesso opposto. I figli hanno il diritto di crescere in un ambiente sano e che li promuova e rispetti e che pensi prima a loro piuttosto che ai “diritti degli adulti”. Educazione che riguarda il futuro del nostro paese e che non può prescindere dalla famiglia.
Il valore della religione, nel rispetto di tutte le diversità religiose, ma anche nell’accettazione piena della bellezza della cristianità del nostro paese. I valori sostenuti da persone che li vivono veramente, che si sporcano le mani – fino in fondo. Non i valori di facciata! Ci sono politici che mi fanno rabbrividire da quanta distanza c’è tra quello che dicono e quello che vivono. Politici che si professano cattolici e che non sono cattolici per niente! Non si è cattolici perché si fa un intervista con dietro il crocifisso appeso al muro. I valori sostenuti da gente che ci crede davvero, che è disposta a spendersi, a battersi e non a cercare di “andare bene un po’ a tutti”. L’ipocrisia è uno dei mail peggiori.

Sento spesso dire che una bussola che il cristiano deve usare per orientarsi nella politica è quella dei “valori non negoziabili”. Ecco per me questi che ho elencato sopra sono tutti non negoziabili! Come posso orientarmi allora? Quanto vorrei avere uno spiraglio, un bagliore, uno sprazzo di lucidità dove poter vedere qual è la scelta più giusta, più coerente, più vera, più cristiana di tutte.

Auguri a tutti noi, perché la nostra scelta sia una scelta di coraggio, di fedeltà, di amore e non di convenienza! E sia una scelta. Perché chi non sceglie, ha già perso.

Link utili per farsi un’idea:

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6 risposte a "Elezioni 2013: chi deve votare un cattolico?"

  1. Bene, il problema non e’ che deve votare un cattolico, ma chi deve votare un essere pensante medio. Io spero solo che la scelta dei piu’ non ricada verso un certo nucleo di persone che non solo non rispettano i principi minimi cattolici,. ma che non hanno neanche quel minimo di moralità e quel senso per il bene comune che dovrebbe accompagnare chi governa e chi rappresenta le istituzioni; che hanno perso di vista che sono li’ per governare l’italia e per rappresentare i cittadini invece che farsi leggi ad personam, attaccare la costituzione, primo e ultimo baluardo garantista dei nostri diritti ( e doveri), e attaccare tutto e tutti solo perche’ non la pensano come lui ( vedi magistrati in primis). Io spero che gli italiani non facciano lo sbaglio di rivotare chi per 20 anni non ha fatto un bel nulla se non proteggere i propri interessi e ci ha messo in questa situazione di crisi economica e sociale. E oltre a tutto cio’ ha fatto si’ che la gente non credesse piu’ in niente, il vero male che ci ha fatto e’ questo. La gente non va a votare perche’ non crede piu’ in nulla..un saluto

  2. Per un aiuto nel discernimento, che è difficile non solo per te, anzi per voi giovani, ma per tutte le persone con un minimo di vivacità mentale, rendo nota la candidatura nella lista Monti per la Toscana di Alessio de Giorgi, fondatore di Gay.it. Questo, ovvio, solo per la cronaca, e per capire anche come certi valori che tu Bene definisci non negoziabili e tra i quali mi pare rientri anche il diritto dei bambini a crescere e formare la loro affettività in una famiglia che non definisco normale perché rischio di essere bollata come talebana e vado con “tradizionale” (sperando di non offendere nessuno) siano trasversalmente assenti. Voglio dire che se qualcuno pensava che Lista Monti volesse significare garanzia di rispetto per qualcuno di questi ( mi riferisco sempre ai valori n. n) per il fatto che aveva avuto la benedizione della Cei ( Bagnasco) e del Vaticano ( che istituzionalemente rappresentano la Chiesa Cattolica), adesso può tranquillamente toglierselo dalla testa poiché il signor de Giorgi, coniugato con il suo compagno in Francia già da un po’, come lui stesso afferma nel suo intervento su Internet, è accolto dai montiani con senso di responsabilità e senza illusioni per le battaglie che porterà avanti. E tra queste ci saranno anche quelle che fino a ieri qualcuno pensava fossero solo attribuibili a Vendola. E pure Silvio, che ormai da Rubi in poi sa di non poter più fare affari con la Chiesa Cattolica, con meno ipocrisia di prima, ha già annunciato che PDL inserirà nel suo programma elettorale l’allargamento dei dirittti alle coppie gay e via dicendo. Mah! che dire? Mi viene a mente una vecchia canzone di Gaber, con la sua intelligentissima ironia su cosa fosse di DESTRA e cosa invece di SINISTRA. A quel tempo, come credo avesse capito bene l’autore, il discrimine risultava già labile e affidato ad etichette più che a vere convinzioni ideologiche, tanto da farci una canzone buffa. Ora che le ideologie sono crollate non ci sono più neanche le etichette ad aiutare la gente nell’orientamento. Come la penso io? Primo: una realtà serissima è che il “relativismo etico”, quella parolona poco riflettuta, anche in ambito cattolico, ma detta a ridetta da papa Benedetto, esiste. Non è un concetto filosofico e neanche una fissa del papa teologo, ma una realtà e significa che oggi, ahimè, non esiste più nulla di “non negoziabile”, dal momento che, come dici tu stessa, la società non può sostituirsi a Dio, è vero, ma lo ha fatto ormai da tre secoli e avendolo fatto quel valore che tu, assieme ai cattolici ( e nemmeno tutti) credi sacro trova sempre qualcuno che lo contesta e con pari diritto tuo, capisci?
    Ciò che è sacro per te è relativo per altri e il numero di questi “altri” lo vedo in crescita. Non c’è più niente di non negoziabile, nemmeno i sacri e laici valori della costituzione, come ci ha raccontato Benigni e come ci ha ampiamente dimostrato la sig.ra Fornero con la sua riforma, iniziando a seviziare la Bibbia civile dalla sua PRIMA PAROLA.
    Secondo: come mi oriento io? Scelgo, e devo dire un po’ più volentieri, il partito che ha un occhio di riguardo per il sociale e per i meno abbienti, dal momento che, come si è capito, altri “valori non negoziabili” non li difende più nessuno. Il partito di Sodoma e Gomorra per adesso non esiste ancora, mentre quello di Monti, salvatore per ora del solo interesse delle banche, è sicuramente, già da un anno, il partito di Mammona. E anche su questo il Vangelo parla abbastanza chiaro. Insomma mi attacco a un’ombra di giustizia sociale dove mi pare di intravederla.
    Terzo: il movimento di forze che c’è adesso, con tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni, rivela una voglia di risveglio che, sia pure marcatamente classista ( la combriccola di Monti è un baluardo a garanzia della conservazione sociale….ricchi, magari un po’ meno vampiri, da una parte, e poveri, un po’ meno salassati e con qualche soldo in più nelle tasche da spendere per non far fallire banche, finanze, mercato, dall’altra) è comunque democratica. Preferisco avere come avversario Monti piuttosto che Silvio.

  3. ho letto il tuo articolo sul blog con un senso di grande ansia, forse sei riuscita a comunicarmela, e perciò sento di doverti rispondere.
    Conoscerai certamente la “Lettera a Diogneto”, negli ambienti parrocchiali ogni tanto almeno si nomina. E’ uno scritto dei primi secoli del cristianesimo e descrive l’autocoscienza delle comunità cristiane in quell’epoca. Secondo me, il succo si può condensare in questa affermazione: “i cristiani sono per il mondo quello che l’anima è per il corpo”. Pur affermando di essere uomini e donne come tutti gli altri, l’autore descrive i credenti come coloro che mantengono comportamenti anche molto diversi da quelli comunemente accettati nelle società dell’epoca. Queste due cosucce basterebbero a fondare anche oggi molta parte dello stile cristiano nell’impegno sociale e civile e politico.
    Se non che siamo anche progrediti non tanto e solo nell’aspetto sociale e civile e politico ma soprattutto nella comprensione del vangelo stesso. Non aspettiamo più come imminente il ritorno definitivo e glorioso del Risorto, sappiamo che non è Paolo l’autore della lettera agli Ebrei (cosa di soli trent’anni fa), per la questione dei generi letterari, non ci sarà nessuno che possa predicare di strapparci un occhio se ci ha dato scandalo, ecc… Anche la storia, che noi crediamo biblicamente uno dei luoghi di manifestazione dello Spirito, si è incaricata di darci dei begli scossoni: non ci sogniamo più di fare crociate, di battezzare chi non lo vuole, di rivendicare il potere temporale dei papi sullo stato pontificio, ecc…
    Presa da tanto lontano, torno a sasso sulla questione delle elezioni imminenti. I valori non negoziabili per un cristiano non possono costituire muri di divisione in una società multietnica, multireligiosa e pluralista come è diventata in pochissimo tempo la nostra. Ci sono delle questioni troppo vistose, importanti e non eliminabili che, anziché vederci arroccati in posizioni oltranziste, dovrebbero scuoterci dall’interno e muovere interrogativi importanti per le nostre comunità cristiane, prima che per i parlamenti o i consigli comunali. Ad esempio, i divorziati risposati, le unioni civili, le unioni omosessuali, la fecondazione assistita. Prima che questioni di principio sono la vita delle persone coinvolte. Sono le persone stesse. Rischiamo di anteporre i valori agli uomini e alle donne che questi valori devono vivere. E i valori sono mutati nel tempo, anche di molto, anche per i cristiani. Anche il Signore annuncia con tanta veemenza il primato del Regno di Dio e non rifiuta a Cesare la sua competenza in altre questioncine. Noi riconosciamo la presenza della Chiesa di Cristo anche nelle altre chiese cristiane, benché non in misura compiuta, d’altra parte neanche la chiesa cattolica esaurisce tutta la Chiesa di Cristo; ebbene nelle chiese che i cattolici ritengono più simili alla loro, le chiese Ortodosse, il divorzio è ammesso. Da sempre. Con lo stesso “credo”, a Roma mi perdo e a Bisanzio mi salvo. Come è possibile? Forse che non sia il caso di parlare di relativismo possibile e positivo? Recentemente Enzo Bianchi ha evidenziato che le unioni civili sono nate nei Paesi Bassi, dopo la separazione delle chiese Protestanti, per garantire tutela giuridica ai matrimoni dei cattolici. Pensa te! Per tutto il Medio Evo, e anche oltre, non c’erano liturgie ecclesiali per le nozze ma venivano stipulate davanti ai notai e questo era riconosciuto come sacramento ugualmente. Dunque ci sono cose relative in base ai tempi e ai momenti. Anche cose che noi riteniamo interne al mondo cattolico. Sono sempre di più gli esegeti, cattolici e non, che leggono con occhi diversi dalla tradizione le grandi pagine della Genesi. “Un aiuto a me confacente”, dice Adamo definendo Eva. Se ancora fossero le uniche possibili, queste categorizzazioni tra maschio e femmina sarebbero ancora discriminanti nei riguardi dell’emancipazione della donna: “le donne tacciano in assemblea… la moglie segua il marito…” così Paolo nelle sue lettere. Oggi difficilmente proponibili e realisticamente inadatte.
    In sostanza, il dibattito attorno ai valori non negoziabili ha tutto il sapore di sottendere alla difesa di situazioni di privilegio e di potere che le strutture ecclesiastiche non intendono cedere!
    Non ho nessuna fiducia nei cattolici impegnati in politica perchè la storia che io e te abbiamo vissuto, non quella del medio evo, ci ha insegnato e dimostrato che difendono interessi molto concreti ma di altra natura. Durante “Mani pulite” una parte dell’episcopato difendeva a spada tratta l’unità politica dei cattolici e fu solo per prese di posizione forti e irremovibili di alcuni vescovi, tra cui il card. Martini, che si abbandonò definitivamente quella funesta stagione che riempì le tasche delle strutture ma svuotò le chiese. Una manciata di anni fa mons. Fisichella, rettore della Pont. Univ. Lateranense, indicò in P.F. Casini il modello del cattolico impegnato in politica sorvolando sulle infiltrazioni mafiose nel suo partito e sul suo divorzio, consumato da poco. Una delle peggiori leggi della storia repubblicana, la 194 del 1978 sull’aborto, porta la firma di tre democristiani: G. Leone, presidente della Repubblica, G. Andreotti presidente del Consiglio, T. Anselmi ministro della Sanità. Non troppi anni dopo, il re del Belgio si è autosospeso per non firmarne una analoga che sentiva in contrasto con i suoi valori e il suo credo religioso.
    Il concetto di democrazia non riuscirà a permeare convincentemente tutti gli strati dell’universo cattolico italiano se le comunità cristiane, e non i partiti politici di ispirazione cristiana, non porranno con decisione al centro della loro vita il vangelo di Gesù e non le indicazioni della gerarchia ecclesiastica, fossero pure i piani pastorali. E’ così che si scopre l’attenzione all’uomo vivente come quello che sta a cuore a Dio; così i suoi problemi e le sue attese diventano oggetto dell’interessamento dell’azione sociale della comunità cristiana che è chiamata ad includere e non ad escludere. Ho grande considerazione per le indicazioni del papa ma non posso che soffrire quando presenta, come ha fatto nel recente messaggio per la Giornata mondiale della Pace, le unioni omosessuali un attentato alla pace del pianeta. Ti assicuro che questo non lo credo dal più profondo della mia coscienza, anche se lo dice il papa in un’occasione così impegnativa.
    Se il mio problema è di chi votare come cattolico, non riuscirò ad affrancarmi da interessi privati non sempre o quasi mai dichiarati, e farò del cristianesimo un ghetto che genera solo incomprensione, distanza, intolleranza e incredulità. Sono cittadino di uno stato ancora democratico ed esercito la sovranità popolare ispirato dal vangelo, non dagli interessi di una delle molte lobby presenti e potenti.
    Concludo esortandoti a non fare guerre e crociate e a non confondere le mutevoli dottrine sociali della chiesa con il vangelo del Signore. E’ il vangelo che ci fa liberi e ci aiuta a riconoscere e stigmatizzare gli interessi di parte, di qualsiasi parte, anche dei vescovi e dei preti, a svantaggio dell’unico grande valore indicato da Cristo nell’uomo concreto e visibile di tutti i tempi.

  4. Scusate l’intromissione ma se su determinati argomenti ( quelli che il signor Libero definisce come “questioni vistose”), per altro quasi neanche sfiorati dall’autrice dell’articolo, solitamente si lamenta una incapacità di dialogo da parte dei cattolici e se ne auspica un approccio sereno – come è giusto e santo che sia – il tono usato dal replicante non mi pare che lo incoraggi. L’uso di termini ironici come “cosucce” e “questioncine” come modalità dialogica verso una persona che in fin dei conti non fa altro che porsi delle domande più che legittime, non solo nella comunità dei credenti ma prima ancora in quella dei cittadini di un paese democratico, mi sa un po’ di quel modo di trattare con l’altro che nella mia toscana contadina, tanto cara e verace, si definisce ” a coglionella”. Ma può darsi che mi sbagli e portatemi pazienza. E comunque, a me non è arrivata l’ansia, piuttosto la passione, il sano rovello di chi non è avvezzo a scegliere in modo superficiale. E infatti mi ha invogliato a rispondere.Le linee seguite mi pare che mettano come non negoziabile cose ben più vistose; ACCOGLIERE LO STRANIERO, I POVERI ( abbiamo la tragedia delle acque di Lampedusa che sono un cimitero, di famiglie che non sanno come mettere iniseme il pranzo con la cena, delle migliaia di imprese che hanno chiuso e licenziato, dei laureati con la mano tesa a chiedere l’elemosina di un contratto a progetto…quando va bene. Queste davvero, scusatemi ancora, data la percentuale numerica e le implicazioni, mi sembrano “importanti ed ineliminabili”, non sono anche queste “persone”, non si tratta quì di “vita”?) Poi si parla di AMBIENTE, di falzi verdi e di una cosa ancora più rivoluzionaria di tutte che è la DECRESCITA, concetto alieno a tutti i politici ma con il quale dovranno confrontarsi nel giro di pochi anni tutti coloro che si stanno arrampicando sugli specchi per tenere in vita un sistema, il capitalismo selvaggio, che un papa ( mi perdoni signor Libero) e solo un papa, ha avuto il coraggio di chiamare e definire “struttura di peccato” ( mi viene a mente, come richiamo ai discepoli, oltre a Cesare e a ciò che gli spetta, anche “Il vostro parlare sia “si, si, ” ” No,no”). Sono comunque d’accordo che la definizione di “cattolico” è rischiosa perché uno pensa all’istituzione, all’apparato, al Vaticano, alle tirate penose di Fisichella ( anche quella sulla bestemmia di Silvio non fu da meno, ricordate?) e via dicendo. Insomma al brutto che c’è nella Chiesa e che qualche migliaio di vescovi riuniti in Concilio già nel ’64 definiì non già perfetta come la si era ritenuta e tramandata attraverso il Medio Evo ma in cammino verso la perfezione perché ” sempre bisognosa di purificazione ” ( Lumen Gentium). C’è, ovviamente, anche il bello della Chiesa, che ben conosce chi magari non ha letto l'”A Diogneto” ma bazzica parrocchie, poveri, immigrati, marciapiedi della vita , comunità di recupero ecc.ma quell’aspetto lì della Chiesa si sà interessa meno, forse perché è scontato. Quando la Chiesa fa questo non fa altro che rispondere alla sua chiamata, nulla dipiù. Non è scontato quindi pensare che invece il significato letterale del termine è “universale” e abbraccia tutto e tutti.

    1. Sì condivido molto di quello che dici. Mi è parso il caso di rispondere all’articolo proprio perchè molti dei temi che facciamo passare come esclusivi dei cattolici decisamente nn lo sono; infatti sono di tutti e moltissimi se ne fanno carico. I valori non negoziabili per i cattolici, invece, spesso sottendono, e non troppo silenziosamente, le cose che cercavo di esprimere nel mio commento. Fuorviante, a mio avviso, prestare il fianco a rimpolpare le fila del portafoglio di voti “cattolici”, sovente spendibili con troppa disinvoltura. Famiglia, aborto, eutanasia ecc., ci vedranno presenti con le nostre convinzioni in una società… democratica. La verità verrà sempre a galla, prima o poi; i morti delle crociate, no.

  5. Ciao,mi chiamo Simona, sono “incappata” nel tuo sito cercando un aiuto per poter “spendere” fruttuosamente il mio voto…e come te, condivido ogni valore cristiano (anch’io come te, sono stata catechista e ho seguito i ragazzi sia in preparazione alla comunione e cresima, che dopo..) e tutto ciò che hai scritto nelle tue considerazioni proprio sull’argomento elezioni…Non votare mi risulta estremamente indigesto perchè significa ritirarsi vigliaccamente lasciando che altri decidano per me.. Sono un pochino sconsolata.. mi aiuta però sapere che non sono sola a nutrire questi dubbi.. E anche dover votare per il male minore,non mi sembra una brillante idea..Spero di arrivare ad una soluzione per domenica..Che il Signre ci aiuti..Ciao!!

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